Stefano Rolando al Club of Venice: “Cosi si comunicano le crisi nel pubblico”
Alla Sessione primaverile tenutasi a Istambul del Club of Venice, dove si incontrano periodicamente i responsabili della comunicazione istituzionale dei governi e delle istituzioni comunitarie, è stata affrontata la problematica del management della comunicazione di crisi e di emergenza. I lavori sono stati introdotti da Stefano Rolando (presidente h. del CDV, membro del CS dell’Unesco-Bresce e professore all’Università IULM di Milano oltre che presidente del Comitato scientifico di Civicom) e dai rappresentanti del governo della Turchia che hanno organizzato la sessione. Le sessioni di lavoro hanno riguardato i profili sociali e tecnologici dei contesti di crisi (con particolare riferimento alle tensioni civili e alle crisi energetiche, alimentari e occupazionali); le regole che riguardano l’aiuto da parte degli Stati membri ai propri cittadini all’estero in contesti di crisi (come nel caso Tsunami). Inoltre, sono stati toccati i problemi di pubblica informazione ai cittadini in casi di catastrofi naturali; i problemi di comunicazione in contesti di pandemi; i problemi di comunicazione istituzionale nel quadro di emergenze politiche (Iraq, contesti di collassi finanziari). Nel suo intervento introduttivo Stefano Rolando ha osservato: “Questa convocazione avviene nel quadro di Istanbul capitale europea della cultura in cui vi è certamente più Europa in Turchia e più Turchia in Europa. L’agenda dei lavori accomuna operatori professionali e istituzionali di contesti democratici in una questione – la comunicazione di crisi – che riguarda molti aspetti: la democrazia politica (perché tocca il principio della sicurezza); la democrazia sociale e ambientale (perché tocca il principio della sostenibilità); la democrazia economica e del lavoro (perché tocca il principio del rischio connaturato alle dinamiche produttive). Il Club of Venice discute da 25 anni su temi concreti dell’evoluzione della comunicazione pubblica. Il tema della comunicazione di crisi – insieme ai servizi al cittadino e alle imprese, alla innovazione tecnologica, alle procedure per la democrazia partecipativa e all’allargamento della cultura della legalità – compone ormai un sillabario europeo della comunicazione pubblica. Che cerca di sottrarsi tanto alla retorica quanto al ruolo della propaganda”.

