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	<title>Civicom</title>
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	<description>comunicazione di pubblica utilità</description>
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		<title>I superconsulenti di Pisapia vincono anche in altre città</title>
		<link>http://www.civicom.org/2012/05/i-superconsulenti-di-pisapia-vincono-anche-in-altre-citta/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 11:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bergonzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Civicom]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Leggi l'articolo" href="http://www.civicom.org/wp-content/uploads/2012/05/corseramilano-civicom.pdf" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-1035" title="Immagine 11" src="http://www.civicom.org/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-11-300x212.png" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
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		<title>Iscrizioni aperte per il corso di specializzazione in &#8220;Consenso 2.0&#8243;</title>
		<link>http://www.civicom.org/2011/09/iscrizioni-aperte-per-il-corso-di-specializzazione-in-consenso-2-0/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 10:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bergonzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino a che punto i social media stanno cambiando il mondo della politica e della pubblica amministrazione?
La risposta a questa domanda sarà al centro del corso di specializzazione organizzato da Civicom, l’agenzia che ha progettato e coordinato una campagna elettorale che ha fatto storia: quella di Giuliano Pisapia per Milano.
Il team di Civicom vi guiderà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a che punto i social media stanno cambiando il mondo della politica e della pubblica amministrazione?</p>
<p>La risposta a questa domanda sarà al centro del corso di specializzazione organizzato da <strong>Civicom</strong>, l’agenzia che ha progettato e coordinato una campagna elettorale che ha fatto storia: quella di Giuliano Pisapia per Milano.<br />
Il team di Civicom vi guiderà attraverso le più innovative tecniche di  costruzione dell’immagine, della reputazione e del consenso. Per poi  affrontare la corretta gestione della relazione con cittadini,  stakeholder ed elettori. Nell’interconnessione tra tecniche classiche e  strumenti digitali prende corpo la <strong>gestione del consenso 2.0</strong>.</p>
<p><strong>Programma giornate</strong>:</p>
<p><strong>17 novembre 2011</strong>: <strong><em>“Consenso 2.0: la politica. Come vincere le elezioni integrando prassi antiche e media di frontiera”</em></strong><br />
<strong>Obiettivi</strong>: Esaminare l’impatto dei social media sulla  società e valutare le sue conseguenze di breve e lungo periodo per la  politica e la pubblica amministrazione rispetto alle altre metodologie  di costruzione della leadership. Analizzare case history nazionali e  internazionali, prendendo come esempio Giuliano Pisapia per l’Italia e  Barack Obama per gli Stati Uniti. Imparare ad utilizzare i social media  per campagne elettorali e branding di personaggi pubblici.</p>
<p><strong>18 novembre 2011</strong>: <strong><em>“Consenso 2.0: il governo delle comunità. Come avvicinare i cittadini alla politica e alla pubblica amministrazione”</em></strong><br />
<strong>Obiettivi</strong>: Comprendere le dinamiche di un uso  consapevole e competente dei social media da parte dei soggetti  pubblici, nell’ottica della gestione del consenso. Analizzare e valutare  le risposte della politica e della pubblica amministrazione alla  domanda di trasparenza che viene dai cittadini. Tracciare le linee di  una  futura Governance 2.0.</p>
<p><strong>Destinatari</strong>: professionisti, dipendenti pubblici, studiosi ed appassionati della politica, in particolare:</p>
<ul>
<li> Assistenti consiliari e parlamentari</li>
<li> Personale di partiti organizzazioni e movimenti politici</li>
<li> Addetti alla comunicazione nelle società di servizio pubblico, nelle amministrazioni locali, nelle associazioni di categoria</li>
<li> Professionisti e studenti della comunicazione</li>
</ul>
<p><strong>Quote di iscrizione</strong>: 540 per la singola giornata,  960 per entrambe.<br />
Attenzione! Chi si iscrive entro il 21 ottobre potrà godere di uno sconto del 10%.<br />
Il nostro consiglio è di seguire entrambe le lezioni per acquisire competenze sull’intero processo di comunicazione.</p>
<p><strong>Logistica</strong>: ciascuna delle due giornate di formazione si svolgerà dalle 9:30 alle 17:30 presso la <strong>Galleria BAD</strong>, via San Marco 46, Milano</p>
<p><strong>Modalità di pagamento</strong>: tramite bonifico bancario sul conto corrente intestato a <em>Civicom srl</em> presso Unicredit Banca di Roma, IBAN  IT84L0300205064000400964014, causale <em>Consenso 2.0</em>.</p>
<p>per info e per comunicare l&#8217;adesione scrivere a: <strong>formazione@civicom.org</strong></p>
<p><strong>I masters Civicom</strong></p>
<p><em><strong>Stefano Rolando</strong></em>. Presidente di Civicom.  Professore universitario (raggruppamento di Economia e gestione  dell’impresa) alla Università IULM di Milano, con alle spalle una  articolata carriera di manager nelle istituzioni (Presidenza del  Consiglio dei Ministri e sistema regionale) e nelle imprese (Rai,  Olivetti e Istituto Luce). Giornalista, scrittore e saggista, è tra i  più riconosciuti esperti in Europa di comunicazione di pubblica utilità e  di branding pubblico. È uno dei due rappresentanti italiani del  comitato scientifico dell’Unesco. Ha attivato studi e ricerche in  materia di identità nazionale e identità europea. È membro del Consiglio  Superiore delle Comunicazioni. Dirige l’Osservatorio sulle relazioni  Italia-Romania. Vive e lavora tra Milano e Roma. Ha domicilio anche a  Parigi e a Bucarest. È direttore editoriale e responsabile della Rivista  italiana di comunicazione pubblica.</p>
<p><em><strong>Roberto Basso</strong></em>. Consigliere delegato e  direttore generale di Civicom. Campaign manager della campagna di  Giuliano Pisapia. Manager in aziende multinazionali come Olivetti, con  esperienza di gestione d’impresa in Italia e in Francia, ha coordinato  campagne di comunicazione di successo come per la quotazione in borsa di  Finmatica (+700% al primo giorno di negoziazione), ha diretto istituti  di ricerca sociale e di mercato (GPF, Makno &amp; Consulting) e società  di consulenza politico-istituzionale e public affairs (Running). È  consigliere della Planet Life Economy Foundation e membro della European  Society for Opinion and Market Research. Al suo attivo diverse  pubblicazioni tra cui, nel 2009, Sindaci imprenditori. Viaggio tra le  storie dei 300 italiani che guidano Comune e Impresa (ed. Rubbettino).</p>
<p><em><strong>Michele Bergonzi</strong></em>. Responsabile area digital  e new media in Civicom. Web content manager della campagna elettorale  di Giuliano Pisapia. Collaboratore alla cattedra di Teoria e tecniche di  Comunicazione pubblica presso l’Università IULM di Milano. Membro del  comitato editoriale della Rivista italiana di comunicazione pubblica.</p>
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		<title>Roberto Basso: Vi spiego come ha vinto Pisapia</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 14:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bergonzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Civicom]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[civicom]]></category>
		<category><![CDATA[ROberto Basso]]></category>

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		<description><![CDATA[Il risultato delle consultazioni referendarie conferma che “il vento  cambia davvero” nel nostro paese. L’Italia è attraversata da fremiti di  partecipazione ed entusiasmo per il voto che sembravano scomparsi,  attratti nel buco nero civico dell’astensionismo.
Molti osservatori  si sono cimentati nel tentativo di comprendere – a posteriori – come ciò  sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il risultato delle consultazioni referendarie conferma che “il vento  cambia davvero” nel nostro paese. L’Italia è attraversata da fremiti di  partecipazione ed entusiasmo per il voto che sembravano scomparsi,  attratti nel buco nero civico dell’astensionismo.<br />
Molti osservatori  si sono cimentati nel tentativo di comprendere – a posteriori – come ciò  sia accaduto. Mi pare però che fra tanti argomenti presi opportunamente  in considerazione, per esempio il ruolo della Rete e dei social  network, siano stati trascurati tre fattori a mio avviso determinanti.<br />
Forse  meno evidenti di altri ma particolarmente importanti perché messi in  campo consapevolmente “prima” che si alzasse il vento e con l’esplicito  scopo di sollecitarlo. Li si può scorgere in azione guardando a questa  fase da un punto di osservazione peculiare: Milano.<br />
Il primo fattore  decisivo di innovazione è la durata di questa campagna  elettoral-referendaria: Giuliano Pisapia ha lanciato la sua candidatura a  Milano nell’estate dello scorso anno e ha lavorato per cinque mesi per  affermarsi nelle primarie del centrosinistra del 14 novembre 2010. Dopo  qualche settimana di riposo e di riflessione, prima di Natale, la  ripresa del lavoro in vista della campagna elettorale vera e propria.  Che comincia a gennaio e termina con il voto del 30 maggio.<br />
In  totale, quindi, dieci mesi di lavoro. Questo lasso temporale ha  consentito al candidato di fare un lungo lavoro: di ascolto, di analisi,  di tessitura di rapporti. Di sollecitazione civica dell’elettorato. A  questo sforzo va aggiunto quello degli altri candidati delle primarie,  Boeri, Onida e Sacerdoti, che hanno poi fatto convergere competenze e  partecipazione sulla campagna del candidato sindaco.<br />
Si tratta di  un’anomalia per le consuetudini elettorali in Italia, almeno per le  amministrative. Ritengo che la partecipazione ampia ed entusiastica alla  campagna e il ritorno al voto di un numero consistente di quegli  elettori che per scetticismo e disillusione si erano astenuti nel 2010  siano anche il risultato di un percorso così lungo, durante il quale  Giuliano Pisapia è entrato in contatto diretto, secondo le nostre stime,  con almeno 50mila persone.<br />
La seconda novità decisiva risiede nella  capacità di usare al meglio e con coerenza questo tempo. Si chiama  pianificazione, e va a nozze con un principio di efficienza gestionale  che è altra merce rara nelle campagne elettorali. <a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/127397/vi_spiego_come_ha_vinto_pisapia" target="_blank">Leggi tutto l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>Le Monde: Berlusconi &#8220;preso nella Rete&#8221;, l&#8217;imperatore della tv battuto da internet</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 14:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bergonzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Civicom]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[ROberto Basso]]></category>

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		<description><![CDATA[Una sedia vuota su un set televisivo: per Le Monde è il  simbolo delle sconfitte subite da Silvio Berlusconi. &#8220;L&#8217;imperatore della  televisione&#8221;, &#8220;l&#8217;inventore della telecrazia&#8221; è superato dal mondo di  Internet, del web e delle reti sociali. &#8220;Silvio Berlusconi preso nella  Rete&#8221; titola il quotidiano francese, nel dedicare l&#8217;intera terza pagina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una sedia vuota su un set televisivo: per <strong>Le Monde</strong> è il  simbolo delle sconfitte subite da Silvio Berlusconi. &#8220;L&#8217;imperatore della  televisione&#8221;, &#8220;l&#8217;inventore della telecrazia&#8221; è superato dal mondo di  Internet, del web e delle reti sociali. &#8220;Silvio Berlusconi preso nella  Rete&#8221; titola il quotidiano francese, nel dedicare l&#8217;intera terza pagina  al ruolo importante svolto da <a href="http://www.lemonde.fr/journalelectronique/donnees/protege/20110616/html/807005.html" target="_blank">Internet nelle batoste elettorali del presidente del Consiglio italiano</a>.</p>
<p>La sedia vuota – ricorda il corrispondente Philippe Ridet &#8211; era  quella di Giuliano Pisapia, che alla vigilia delle amministrative aveva  scelto di disertare &#8220;deliberatamente&#8221; il dibattito televisivo con il  sindaco uscente, Letizia Moratti, &#8220;sapendo che la battaglia politica non  si giocava più lì&#8221;. Mentre Berlusconi ha invaso gli schermi &#8220;come suo  solito&#8221; di messaggi di sostegno alla sua candidata, Pisapia era  &#8220;altrove&#8221;.</p>
<div>
<div><noscript><br />
<A HREF="http://adv.ilsole24ore.it/RealMedia/ads/click_lx.ads/www.ilsole24ore.it/10/_02_010_/_notizie_/_italia/1146629464/VideoBox_180x150/OasDefault/Dialogo_SGR_am_110609/881638816488179.html/34663236323134303463306366666130?redirect=http://track.adform.net/C/?bn=590375;C=0" TARGET="_blank"><br />
<IMG SRC="http://track.adform.net/adfserve/?bn=590375;srctype=4;ord=1146629464" BORDER="0" WIDTH="180" HEIGHT="150" ALT=""><br />
</A><br />
</noscript><img src="http://adv.ilsole24ore.it/5/www.ilsole24ore.it/10/_02_010_/_notizie_/_italia/1146629464/VideoBox_180x150/OasDefault/Dialogo_SGR_am_110609/881638816488179.html/34663236323134303463306366666130?_RM_EMPTY_" alt="" width="1" height="1" /></div>
</div>
<p>Questo &#8220;altrove&#8221; è il mondo di Internet, un mondo  che il premier non conosce (lui &#8220;fa zapping ma non naviga&#8221;), tanto che –  osserva Le Monde – si sbaglia nel pronunciare il nome del motore di  ricerca Google. Pisapia aveva pochi soldi per la campagna e  &#8220;naturalmente&#8221; si è rivolto a Internet e alla comunicazione virtuale.<br />
Spiega  Roberto Basso, dell&#8217;agenzia Civicom, che ha diretto &#8220;questa campagna  vittoriosa&#8221;: &#8220;Abbiamo cercato il media più adatto al suo senso  dell&#8217;ascolto, alla sua modestia, alla sua volontà di creare un dialogo  in profondità con gli elettori&#8221;.</p>
<p>Cinque persone, integrate nello staff, hanno gestito un sito, il blog  del candidato, i gruppi di amici di Facebook, i messaggi su Twitter e  una newsletter. Sei mesi dopo, Pisapia è diventato sindaco di Milano e  &#8220;simbolo di un altro modo di fare politica e di vincere le elezioni&#8221;. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-06-16/monde-berlusconi-preso-rete-132559.shtml?uuid=Aak3MLgD&amp;fromSearch" target="_blank">Leggi tutto l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>Da Mitterrand al web i segreti di Pisapia</title>
		<link>http://www.civicom.org/2011/06/da-mitterrand-al-web-i-segreti-di-pisapia/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 00:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bergonzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Civicom]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[A Milano Davide ha sconfitto Golia: breve storia di una campagna elettorale vincente
C’era una volta una strega cattiva che viveva isolata nel suo  castello. Ma un giorno un eroe buono, gentile e disarmato chiese al  popolo di aiutarlo a liberare la sua bella, chiusa nelle prigioni del  castello.
La favola di Milano la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A Milano Davide ha sconfitto Golia: breve storia di una campagna elettorale vincente</strong></p>
<div>C’era una volta una strega cattiva che viveva isolata nel suo  castello. Ma un giorno un eroe buono, gentile e disarmato chiese al  popolo di aiutarlo a liberare la sua bella, chiusa nelle prigioni del  castello.<br />
La favola di Milano la racconta a Europa uno che in parte  l’ha scritta, Roberto Basso, 46 anni, origini napoletane, campaign  manager di Giuliano Pisapia con un passato in Olivetti, Finmatica, Gpf e  Running. È anche merito suo se Davide ha sconfitto Golia, se ha  dimostrato che si può vincere anche con pochi soldi e senza le  televisioni.<br />
«In tutto abbiamo speso un milione e 200mila euro, meno del budget della sola lista civica della Moratti.<br />
Circa un quarto è arrivato dai partiti della coalizione.<br />
Ma  confesso che, se ne avessimo avuti di più, non avrei saputo come  spenderli, anche perché abbiamo potuto contare su un esercito di  volontari per volantinaggio e presidio dei gazebo che i nostri avversari  non avevano».<br />
Attraverso Paypal sul web sono stati raccolti 80mila  euro, 300mila con piccole donazioni di 50-100 euro ciascuna sul conto  corrente, un fund raising che ha funzionato anche grazie a uno slogan  indovinato, “5 centesimi al giorno per 5 anni di buongoverno”.<br />
Appunto,  gli slogan. Alla fine il claim mitterandiano “La forza gentile” ha  fotografato perfettamente il posizionamento dello sfidante. «Lo abbiamo  scelto anche perché a Pisapia piace la figura di Mitterrand, inclusiva  ed ecumenica.<br />
Molti ci hanno criticato per il richiamo al valore  della gentilezza, ma alla fine l’atteggiamento della Moratti e del  centrodestra lo hanno fatto risaltare come un punto di forza della  nostra campagna ».<br />
Un altro dei segreti della vittoria di Pisapia è  di essere partito prima degli altri, già a luglio. «Il divario di  notorietà tra lui e la Moratti era enorme e andava colmato. Infatti non  ho capito perché il sindaco uscente abbia sentito il bisogno di  tappezzare la città di 6&#215;3 visto che era già molto conosciuta dai  milanesi, molto di più di Pisapia».<br />
Altro segreto del candidato del  centrosinistra, spiega Basso, è stato quello di non bluffare, di non  fingere di essere un altro. Quando, il 27 aprile, ha incontrato i  blogger milanesi, non ha finto di essere uno smanettone. Non ha fatto  finta di essere un leader decisionista e accentratore.<br />
Non ha  nascosto i valori di fondo del suo impegno politico (solidarietà,  accoglienza, diritti) ma ha puntato molto sulla dimensione civica, resa  credibile dalla disponibilità dei partiti che lo hanno sostenuto a fare  un passo indietro e a non avanzare pretese. Ancora l’altra sera, quando  ha detto ai suoi supporter in piazza del Duomo «Ora non lasciatemi solo»  ha inteso rimarcare che non intende fare il sindaco del faccio tutto  io, della delega in bianco, ma «preferisce un ruolo più simile a quello  del professor Keating dell’Attimo fuggente che legge i versi di Whitman e  riesce a coinvolgere gli studenti ».<br />
Se nelle urne Pisapia ha vinto  con il 55 per cento, sul web ha raggiunto percentuali bulgare. «Ma non  mi voglio prendere meriti che non sono miei. I video virali che hanno  avuto più successo non sono stati i nostri. La rete funziona così: non è  controllabile dall’alto, vive di spontaneità. Il genio che ha postato  la domanda su Sucate io non so nemmeno come si chiama. Il video su “Il  meraviglioso mondo di Pisapie” non lo abbiamo inventato noi così come i  Morattiquotes.<br />
Diciamo, però, che con la nostra campagna per il wi-fi  gratis e con la nostra apertura all’economia digitale di questa città  abbiamo creato le premesse perché una metropoli creativa come Milano si  potesse esprimere e si schierasse.<br />
Da parte nostra c’è stato  l’impegno, oltre alla società Civicom che dirigo, dell’agenzia Comunico  sui social network e di Hagakure per il rapporto con i blogger. Poi si  sa che il popolo del web è più orientato a sinistra, è mediamente più  informato e politicamente ha voglia di partecipare. La Moratti ha  sottovalutato il ruolo del web, ha cercato di recuperare solo dopo il  primo turno, quando ha cambiato agenzia. Troppo tardi». Se n’è accorta  anche lei.</div>
<div><a href="http://www.europaquotidiano.it/gw/producer/producer.aspx?t=/documenti/author.htm&amp;auth=169">Giovanni Cocconi </a></div>
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		<title>Pisapia sceglie Civicom di Roberto Basso per la propria campagna elettorale a sindaco di Milano</title>
		<link>http://www.civicom.org/2011/01/pisapia-una-squadra-aperta-a-tutte-le-anime-del-centrosinistra/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 13:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bergonzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Civicom]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[17 Gennaio 2011
Pisapia, una squadra aperta a tutte le anime del centrosinistra.
Via alla corsa. Quella definitiva: Giuliano Pisapia entra nel vivo della  campagna elettorale e per la sfida contro Letizia Moratti si affida a  Roberto Basso, già impegnato durante le primarie del centrosinistra come  spin doctor del costituzionalista Valerio Onida. Basso è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>17 Gennaio 2011</p>
<h2><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/gennaio/17/Pisapia_una_squadra_aperta_tutte_co_7_110117037.shtml" target="_blank">Pisapia, una squadra aperta a tutte le anime del centrosinistra.</a></h2>
<p>Via alla corsa. Quella definitiva: Giuliano Pisapia entra nel vivo della  campagna elettorale e per la sfida contro Letizia Moratti si affida a  Roberto Basso, già impegnato durante le primarie del centrosinistra come  spin doctor del costituzionalista Valerio Onida. Basso è stato per  cinque anni general manager di Running, la società di marketing politico  fondata da Claudio Velardi.     Oggi guida l&#8217; agenzia di comunicazione  Civicom. Con lui riparte la sfida dell&#8217; avvocato Pisapia. A partire dai  quartieri. «Sarà una nuova esplorazione della città palmo a palmo &#8211;  spiega Basso &#8211; per capire i problemi dei cittadini     e cosa si  aspettano da un sindaco. Costruiremo     con Giuliano     una campagna  impostata al pragmatismo:     non ci interessa     la propaganda,  vogliamo puntare sulle relazioni».     Nei prossimi giorni Basso  definirà la squadra di Pisapia aprendola a tutte le anime del  centrosinistra e a professionisti «non necessariamente di area». E già  mercoledì sarà inaugurata la nuova sede del comitato per Pisapia che si  sposta     da via California a via Vigevano.     Si parte. Ma per  qualcuno è già tardi.     «La Moratti &#8211; dichiara Roberto Caputo,  vicecapogruppo del Pd in Provincia &#8211;     è già in piena campagna  elettorale     e ha a disposizione mezzi eccezionali. È necessaria un&#8217;  accelerazione immediata. Bisogna rispondere con un attivismo mediatico  che, terminate le primarie,     si è affievolito».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pisapia ingaggia lo stratega di Onida</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 13:51:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bergonzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Civicom]]></category>

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		<description><![CDATA[17 Gennaio 2011
Pisapia ingaggia lo stratega di Onida
Il candidato della sinistra si affida a Basso: alle primarie gli ha dato filo da torcere
La campagna elettorale  entra nel vivo, e Giuliano Pisapia arruola lo spin doctor di Valerio  Onida, l’ex costituzionalista che gli ha dato filo da torcere alle  primarie. Per sfidare Letizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>17 Gennaio 2011</p>
<h2><a href="http://www.ilgiornale.it/milano/pisapia_ingaggia_stratega_onida/17-01-2011/articolo-id=500063-page=0-comments=1">Pisapia ingaggia lo stratega di Onida</a></h2>
<div>Il candidato della sinistra si affida a Basso: alle primarie gli ha dato filo da torcere</div>
<div>La campagna elettorale  entra nel vivo, e Giuliano Pisapia arruola lo spin doctor di Valerio  Onida, l’ex costituzionalista che gli ha dato filo da torcere alle  primarie. Per sfidare Letizia Moratti nella corsa per Palazzo Marino, il  candidato del centrosinistra ha affidato infatti la regia della  campagna a Roberto Basso, 45 anni, per cinque anni è stato general  manager di Running, la società di marketing politico fondata da Claudio  Velardi e oggi guida come amministratore delegato l’agenzia di  comunicazione Civicom. L’arrivo di Basso al vertice dello staff di  Pisapia inaugura, di fatto, la campagna elettorale dell’avversario della  Moratti, nei prossimi giorni l’avvocato tornerà a girare per i  quartieri di Milano e «sarà una nuova esplorazione della città palmo a  palmo &#8211; ha spiegato Basso &#8211; per capire i problemi dei cittadini e cosa  si aspettano da un sindaco. Costruiremo assieme a Giuliano una campagna  impostata al pragmatismo: non ci interessa la propaganda, vogliamo in  primo luogo intessere relazioni».<br />
É per definire l’alleanza alle  comunali che dopo l’apertura nei giorni scorsi del leader Marco  Pannella, Pisapia questa mattina incontrerà  i radcali Emma Bonino e  Marco Cappato, che poi riferiranno alla stampa l’esito del confronto.<br />
Il  Pd a caccia di consensi lancia invece  questa sera da via Padova 89  la  prima tappa della «Staffetta delle idee»: incontri, iniziative,  flashmob e «mille altre forme spiegano per passarci il testimone, anche  sulla Rete, e dare la nostra idea di Milano». Chiunque «potrà  raccogliere  proporre un progetto,  tutti i contributi nati durante il  percorso  saranno condivisi su internet e poi commentati e votati,   perché i migliori possano trovare posto nel programma del candidato   Pisapia».   La scelta di partire proprio da via Padova sfida la sorte.  Nella corsa per le primarie, diventò il luogo simbolo del candidato  (sconfitto) del Pd Stefano Boeri.</div>
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		<title>E&#8217; scomparso Guglielmo Trillo, presidente di Civicom</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 12:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bergonzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Civicom]]></category>
		<category><![CDATA[Guglielmo Trillo]]></category>

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		<description><![CDATA[Guglielmo Trillo stava affrontando da mesi, con tenacia e dignità, una grave malattia. E&#8217; mancato nella notta di domenica 9 gennaio. Lo ricordiamo con le parole di Stefano Rolando:
&#8220;Devo riandare all’inizio degli anni ’70, alla decisione di trasferirmi – ancora studente universitario – da Milano a Roma e di cercare lavoro per sostenermi. Giorgio Pacifici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Guglielmo Trillo</strong> stava affrontando da mesi, con tenacia e dignità, una grave malattia. E&#8217; mancato nella notta di domenica 9 gennaio. Lo ricordiamo con le parole di <strong>Stefano Rolando</strong>:</p>
<p>&#8220;Devo riandare all’inizio degli anni ’70, alla decisione di trasferirmi – ancora studente universitario – da Milano a Roma e di cercare lavoro per sostenermi. Giorgio Pacifici, allora alla direzione RP della IBM, mi indirizzò ad un suo amico, che dirigeva le relazioni esterne di uno dei più forti comparti dell’industria pubblica italiana, la Finsider del gruppo IRI. Quella direzione occupava il piano terra di un palazzone a Castro Pretorio, stanza dopo stanza ci stavano tanti che poi divennero amici e colleghi: Luigi Ceccarelli, Carletto Siciliani, Dario Faggioni, Luciano Rebuffa. Altri. Nell’ultima stanza, Guglielmo. Pacato, signore, ironico, incuriosito.<br />
Mi affidò due articoli per Rivista Finsider, allora molto ben pagati. Grazie al primo fui spedito a Parigi, all’inaugurazione del Museo Beaubourg, tutto acciaio, per un’intervista a Renzo Piano, che si rivelò la prima data ad un italiano su quella spettacolare e provocatoria costruzione, una sorta di nuova Tour Eiffel nello scenario del più tradizionale quartiere di Parigi. Per contro il secondo articolo comportava un ben più mesto impegno: parlare del centro delle pre-lavorazioni siderurgiche del gruppo a Paderno Dugnano. Trattai gli obiettivi con pari entusiasmo e mi conquistai un estimatore. Anzi un amico, che tale fu poi per tutta la vita. Con dentro la vita e il lavoro, gli affetti e le speranze, i sentimenti civili ascendenti e quelli infangati, una certa idea dell’Italia e degli anni ‘70 e ’80. Socialista, sampdoriano, fumatore, onesto, generoso, pigro, diplomatico, coerente. Trovò alla fine in Margherita una roccia affettiva, un contesto di concretezze e di stabilità. A poco a poco il figlio Dido, trovando il suo spazio nel mondo della regia cinematografica e televisiva, divenne non più una preoccupazione ma un fattore di fiducia.<br />
Fece la professione delle PR e della comunicazione di impresa – negli anni in cui era possibile sviluppare esperienze maiuscole &#8211; attraversando tutte le esperienze possibili nel settore pubblico: Italsider, Finsider, Eni, Sme, Ministero delle Partecipazioni Statali. Fu sempre fedele a Gianni De Michelis, condividendone la buona e la cattiva sorte. Capendone le debolezze e ammirandone l’intelligenza e anche i coraggi. E’ stato l’esempio dei tantissimi socialisti per bene a cui è stata sottratta una casa, una storia, per molti anni anche una legittimità. Negli ultimi dieci anni – nutrendo per me l’affetto di un fratello – prese parte allo sforzo, a volte all’ostinazione, con cui con Rivista italiana di comunicazione pubblica e con Civicom, ho cercato di fare emergere una visione non angusta e non burocratica di una disciplina e di una professione. Da presidente di Civicom è stato prezioso per la sua prudente e realistica valutazione delle cose in una dedizione assoluta sempre anteposta ai suoi interessi personali.<br />
Ha sdrammatizzato cose dure e amare. Ha mantenuto fiducia nei valori e nei pensieri di una vita leale. Ha combattuto con coraggio – e soprattutto fidandosi della forza con cui Margherita ha retto questa insieme ad altre prove – l’insieme dei mali che lo hanno afflitto negli ultimi tempi. Dopo la prima operazione chirurgica alle Molinette anche con rinnovata speranza. Non ha retto, questa notte,  alla seconda, che forse nascondeva un futuro di gravi precarietà.<br />
Ti ho voluto bene, Guglielmo, come tutti i tuoi veri amici. A cui manchi e mancherai sempre.&#8221; <em>SR</em></p>
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		<title>Finanza &amp; Mercati: La comunicazione come res publica</title>
		<link>http://www.civicom.org/2010/12/finanza-mercati-la-comunicazione-come-res-publica/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 15:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bergonzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civicom.org/wp-content/uploads/2010/12/FinanzaMercati2dic2010.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-838" title="Immagine 2" src="http://www.civicom.org/wp-content/uploads/2010/12/Immagine-21.png" alt="" width="602" height="459" /></a></p>
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		<title>La comunicazione pubblica per una grande società</title>
		<link>http://www.civicom.org/2010/12/la-comunicazione-pubblica-per-una-grande-societa-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 12:15:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bergonzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Civicom]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[grande società]]></category>

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		<description><![CDATA[In libreria l’1 dicembre un saggio di Stefano Rolando edito da Etas
che propone un ampliamento della visione e del perimetro della materia:
“oggi lo scopo principale è stimolare e migliorare il dibattito pubblico e la democrazia partecipativa”
La comunicazione pubblica per una grande società







In libreria, ai primi di dicembre, La comunicazione pubblica per una grande società (Etas), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In libreria l’1 dicembre un saggio di Stefano Rolando edito da Etas</strong></p>
<p><strong>che propone un ampliamento della visione e del perimetro della materia:</strong></p>
<p><strong>“<em>oggi lo scopo principale è stimolare e migliorare il dibattito pubblico e la democrazia partecipativa</em></strong><strong>”</strong></p>
<p><strong>La comunicazione pubblica per una grande società</strong></p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="131" valign="top"><a href="http://www.civicom.org/wp-content/uploads/2010/12/Immagine-11.png"><img class="alignnone size-full wp-image-829" title="Immagine 1" src="http://www.civicom.org/wp-content/uploads/2010/12/Immagine-11.png" alt="" width="179" height="265" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>In libreria, ai primi di dicembre, <em>La comunicazione pubblica per una grande società</em> (Etas), di Stefano Rolando, professore all’Università IULM di Milano già manager con alte responsabilità in istituzioni e imprese. Obbiettivo primario del testo: <em>promuovere ragioni e regole per un migliore dibattito pubblico</em>, come dice il sottotitolo. E quindi sostenere <em>le ragioni e le regole della democrazia partecipativa</em>. L’autore da anni partecipa all’evoluzione della comunicazione pubblica in Italia e all’estero. Di recente è stato tra gli animatori della prima conferenza europea del settore promossa dal Comitato delle Regioni della UE presso il Parlamento Europeo.</p>
<p>Ricapitola ora il percorso, descrivendo i cambiamenti del modo con cui soggetti pubblici e privati dovrebbero interagire attorno ai nodi della storia comune e della cultura dello sviluppo.</p>
<p>Al di là delle condizioni normative con cui il tema è agito nella PA, la comunicazione è utile alla sinergia tra stato e società. In epoca di  trasformazione della nozione stessa di democrazia. Ma anche in contesti di ridisegno del rapporto tra istituzioni e mercato fatto di snellimenti, riforme, deleghe e sussidiarietà. Ciò che nelle democrazie occidentali va sotto il nome di “<em>Big Society</em>”.</p>
<p>Nel testo si spiega perché e come dilatare il perimetro della materia verso la società civile; con brevi ed efficaci illustrazioni di contesti applicativi (servizi pubblici, energia, salute, sicurezza, educazione, alimentazione, cultura e spettacolo, statistica, turismo, eccetera). Nelle conclusioni un’analisi del contesto italiano in materia di etica e libertà nel campo dell’informazione e una proposta di nuova regolazione del sistema.</p>
<p>La scrittura divulgativa e sensibile all’attuale fase di crisi e trasformazione del rapporto tra istituzioni e società, soprattutto nel contesto italiano ma con attenzione ai processi europei e globali, ne fa un riferimento per la didattica universitaria e professionale ma anche un contributo al dibattito su una nuova percezione del concetto di “sfera pubblica”, di strategie per i “beni comuni”, di consolidamento della “sussidiarietà” che alimenta la pubblicistica di questi ultimi anni.</p>
<p>Molti sono gli esperti che hanno fornito brevi contributi di opinione inseriti nel trattamento del testo che è, al tempo stesso, saggio e convegno, analisi e dibattito. Tra di essi, oltre a molte citazioni dalla letteratura, Alberto Abruzzese, Giuliano Amato, Simon Anholt, Gregorio Arena, Fabrizio Barca, Piero Bassetti, Gianni Canova, Antonio Catricalà, Marino Cavallo,  Enzo Cheli, Alberto Contri, Fiorella Di Cindio, Giuseppe De Rita, Nadio Delai, Enrico Giovannini, Carlo Jean, Roberto Louvin, Guido Martinotti,  Franco Pizzetti, Stefano Rodotà, Stefano Sepe, Claudio Strinati, Marco Vitale, Pierre Zèmor.</p>
<p>Alla tavola rotonda in IULM per presentare il libro <strong>Piero Bassetti, Davide Milani, Valeria Peverelli e Maurizio Trezzi</strong> ne hanno discusso con l’autore e gli studenti.</p>
<p>“<em>Un libro interessantissimo </em>– ha detto <strong>Piero Bassetti</strong> – <em>che esprime il coraggio dell’autore di uscire, nella materia, dall’ambito della statualità e di ridefinire la stessa parola ‘pubblico’, ragionando sui nuovi nessi comunicativi – cioè di racconto, ovvero di </em>public discourse<em> – tra sapere, potere e libertà</em>”.</p>
<p>“<em>Si apre una battaglia di fondo </em>– ha detto <strong>don Davide Milani</strong> –<em> su un’idea di comunicazione pubblica che offre nuova dignità alla materia perché in questo approccio non solo l’apparato istituzionale ma in un certo senso tutti hanno diritti e compiti nella comunicazione</em>”.</p>
<p>“<em>Un testo stimolante </em>– ha detto <strong>Valeria Peverelli</strong> –<em> che riconduce ad un serrato confronto tra ciò che si deve intendere per interesse generale e ciò che oggi rappresenta un nuovo e diverso profilo della responsabilità professionale”.</em></p>
<p><strong>Maurizio Trezzi</strong> ha sottolineato la complessità del termine ‘grande società’ “<em>in cui va letto più lo sforzo di allargare il perimetro etico e disciplinare di una materia che rischiava il perimetro stretto del portato della legge 150 che il termine invalso</em> <em>oggi nella politica anglosassone di</em> Big Society, <em>pur essendo ben coinvolte in questo testo le conseguenze complesse della sussidiarietà ormai costituzionalizzata</em>”.</p>
<p><strong>Stefano Rolando</strong> ha sottolineato l’urgenza di impegnare la ridefinizione disciplinare in questo campo sul terreno della democrazia partecipativa e sulle ragioni del dibattito pubblico “<em>a cui insieme ai soggetti privati e associativi può portare un contributo civile anche quella parte di funzione pubblica che vive con profonda cultura sociale e di servizio la propria relazione con l’utenza</em>”. Ha osservato l’autore: “<em>L’ipotesi è che debba essere più visibile una comunicazione funzionale al tema di fondo della identità competitiva e solidale del paese. Una comunicazione per una società che voglia riappropriarsi delle sue istituzioni, capace di dar voce non propagandisticamente a interessi generali,  che veda alleate professionalità pubbliche e private sottratte alla frustrazione dell’eterna delega ad altri</em>”.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="489" valign="top"><strong>Stefano Rolando, <em>La comunicazione pubblica   per una grande società. Ragioni e regole per un migliore dibattito pubblico</em></strong><strong>, Etas, collana di <em>Management   pubblico</em></strong><strong>,   pag.350, 25€</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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