Il risultato delle consultazioni referendarie conferma che “il vento cambia davvero” nel nostro paese. L’Italia è attraversata da fremiti di partecipazione ed entusiasmo per il voto che sembravano scomparsi, attratti nel buco nero civico dell’astensionismo.
Molti osservatori si sono cimentati nel tentativo di comprendere – a posteriori – come ciò sia accaduto. Mi pare però che fra tanti argomenti presi opportunamente in considerazione, per esempio il ruolo della Rete e dei social network, siano stati trascurati tre fattori a mio avviso determinanti.
Forse meno evidenti di altri ma particolarmente importanti perché messi in campo consapevolmente “prima” che si alzasse il vento e con l’esplicito scopo di sollecitarlo. Li si può scorgere in azione guardando a questa fase da un punto di osservazione peculiare: Milano.
Il primo fattore decisivo di innovazione è la durata di questa campagna elettoral-referendaria: Giuliano Pisapia ha lanciato la sua candidatura a Milano nell’estate dello scorso anno e ha lavorato per cinque mesi per affermarsi nelle primarie del centrosinistra del 14 novembre 2010. Dopo qualche settimana di riposo e di riflessione, prima di Natale, la ripresa del lavoro in vista della campagna elettorale vera e propria. Che comincia a gennaio e termina con il voto del 30 maggio.
In totale, quindi, dieci mesi di lavoro. Questo lasso temporale ha consentito al candidato di fare un lungo lavoro: di ascolto, di analisi, di tessitura di rapporti. Di sollecitazione civica dell’elettorato. A questo sforzo va aggiunto quello degli altri candidati delle primarie, Boeri, Onida e Sacerdoti, che hanno poi fatto convergere competenze e partecipazione sulla campagna del candidato sindaco.
Si tratta di un’anomalia per le consuetudini elettorali in Italia, almeno per le amministrative. Ritengo che la partecipazione ampia ed entusiastica alla campagna e il ritorno al voto di un numero consistente di quegli elettori che per scetticismo e disillusione si erano astenuti nel 2010 siano anche il risultato di un percorso così lungo, durante il quale Giuliano Pisapia è entrato in contatto diretto, secondo le nostre stime, con almeno 50mila persone.
La seconda novità decisiva risiede nella capacità di usare al meglio e con coerenza questo tempo. Si chiama pianificazione, e va a nozze con un principio di efficienza gestionale che è altra merce rara nelle campagne elettorali. Leggi tutto l’articolo
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