Presentato a Roma da Stefano Rolando il n° 40 della Rivista italiana di comunicazione pubblica, con un dossier e una ricerca Civicom-Demoskopea sul 150° anniversario dell’Unità.
Il volume dedica la sezione Dibattito pubblico alle celebrazioni sull’importante anniversario dell’Unità che cadrà nel marzo 2011. Oltre agli editoriali di De Rita e Rolando, il volume ospita gli interventi di Franco Manzato della Lega Nord e di Luca Ricolfi, così come un dossier con le opinioni di un ampio numero di studenti universitari.
Nel corso della presentazione, Giuseppe De Rita ha affermato che il Paese è stato unificato da «un “secondo popolo” – l’élite – che pensa per il “primo popolo”, il quale è sempre rimasto indifferente e dolente davanti alle scelte che gli sono state imposte». Giuliano Amato ha condiviso questa lettura, aggiungendo che «la frattura tra popolo ed élite non si è mai ricomposta nel corso degli anni, e nonostante ciò ancora oggi non saremmo capaci di immaginare una identità alternativa a quella che ci offre lo Stato nazionale».
Nella sua interpretazione, De Rita sostiene che «Un secolo e mezzo fa si è concretizzato un progetto pensato a tavolino, ma da grandi statisti. Oggi la struttura sociale del Paese è certamente meno elitaria, ma sono anche scomparsi i grandi statisti o i grandi intellettuali portatori di un progetto di grande respiro. E la nostra identità, al fondo, è l’identità del sistema Italia, quello che ha retto alla crisi: pochi debiti, patrimonializzazione, risparmi, imprenditoria diffusa. È, in qualche modo, una identità che viene affermata dal basso. Gli ultimi tentativi di progettazione di un futuro nuovo fatti dalle élite risalgono agli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento».
Roberto Basso, amministratore delegato di Civicom, ha presentato il sondaggio realizzato in collaborazione con Demoskopea sulla consapevolezza e la percezione degli italiani dell’imminente anniversario. Le principali evidenze riguardano la scarsa notorietà dell’anniversario, riconosciuto spontaneamente soltanto da un italiano su tre. Una volta informati gli intervistati attribuiscono importanza alla ricorrenza nel 77% dei casi e dichiarano che il modo più adeguato per celebrare l’anniversario sia una iniziativa didattica nelle scuole (51%, seguito con il 37% dall’idea di tante feste diffuse nei comuni italiani). «Abbiamo proposto agli italiani un gioco – racconta Roberto Basso – perché gli abbiamo chiesto di immaginarsi proiettati indietro nel tempo nel 1861 e di essere chiamati a votare un referendum sulla creazione di uno stato unitario: il 95% ha dichiarato che voterebbe a favore. È un dato più alto delle nostre aspettative.»
